Dr Fabrizio Belleggia, Roma
I difetti ossei con una componente verticale che richiedono una rigenerazione 3D vengono abitualmente trattati con l’impiego di membrane non riassorbibili in PTFE rinforzate in Titanio come le membrane Cytoplast Ti250.
Queste membrane consentono il mantenimento della compartimentazione tissutale per tutto il tempo richiesto e consentono inoltre un’ideale effetto spacemaking all’interno del quale il coagulo può maturare ed assumere la dimensione impostata dalla membrana.
L’impiego delle membrane riassorbibili è sempre stato evitato perché la durata dell’effetto barriera e l’involucro spacemaking trovano meno potenzialità in questi materiali.
Nel presente caso, l’impiego di nuovi materiali sostitutivi ossei ad alta porosità, che potrebbero accelerare l’angiogenesi, associati a nuovi materiali barriera a lento riassorbimento, hanno offerto la possibilità di supportare una rigenerazione con una componente sia orizzontale che verticale che, contestualmente al rialzo del seno, ha consentito di candidare il sito all’implantologia.
La tecnica GBR
Esiste una significativa documentazione scientifica a sostegno della rigenerazione ossea con tecnica GBR associata all’impiego di membrane non riassorbibili anche per importanti quote ossee di diversi mm. Diversamente, la documentazione a sostegno delle membrane riassorbibili è più
limitata.
Con questo case report si documenta una tecnica con cui si è ottenuta un’adeguata rigenerazione nella componente verticale con l’impiego di osseo eterologo di ultima generazione e membrane a lento riassorbimento che ha permesso l’inserimento implantare. Questa tecnica è
stata applicata con predicibile successo in questo caso come anche in altri casi clinici della medesima entità e che rientrano in quelli che quotidianamente si incontrano nella pratica clinica e che possono fare la differenza nella terapia implantare.
Maggiori evidenze sono necessarie per valutare i potenziali dei nuovi materiali impiegati qualora i difetti siano di maggiore entità.
